ANALISI E PROVE

Laboratorio

Hygeia opera in accordo con la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 “Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura” e secondo la “Buona Pratica di Laboratorio” avvalendosi delle più aggiornate metodiche biotecnologiche.

La partecipazione sistematica a Proficiency Test fornisce l’evidenza esterna della performance dei metodi di prova applicati.

I proficiency testing (PT) sono definiti nella norma ISO/IEC 17043:2023 “Conformity assessment- General requirements for the competence of proficiency testing providers”.

La partecipazione ai PT garantisce ai laboratori uno strumento con cui valutare l’accuratezza e la comparabilità dei propri risultati nel tempo, rispetto ad altri laboratori simili. Quando è eseguito nel contesto di un programma globale di assicurazione di qualità, il proficiency testing è uno strumento indipendente che permette di garantire la qualità dei risultati analitici e di calibrazione, come descritto nella ISO/IEC 17025.

L'esperienza di HYGEIA nell'ambito del controllo analitico di prodotti alimentari, ambientali e di acque, destinate al consumo umano, naturali e reflue, si traduce nella messa a punto e validazione di metodiche specifiche per le differenti matrici.  Le procedure validate garantiscono la produzione di dati analitici accurati e ripetibili.

Le tecniche analitiche utilizzate da HYGEIA comprendono una vasta gamma di metodiche che vanno da quelle interne a quelle ufficiali, come ISO e AFNOR.

La società è specializzata nelle analisi sulle seguenti matrici:

ACQUA POTABILE

La normativa sulle acque destinate al consumo umano è regolamentata dal D.Lgs. 102/2025 in vigore dal 19 Luglio 2025.

L’attività del laboratorio consiste nella verifica della qualità secondo i parametri indicati nel decreto.

Le analisi, chimiche, fisiche e microbiologiche vengono realizzate secondo le metodiche ufficiali e insieme al risultato analitico viene indicato il valore di legge, e il giudizio di conformità.

In caso di non conformità Hygeia Lab srl è in grado di suggerire la soluzione tecnica più adeguata per la potabilizzazione dell’acqua.

ACQUA DI FALDA

In idrologia per falda acquifera (o falda idrica) s’intende l’acqua che circola nel sottosuolo. In seguito alle precipitazioni meteoriche (pioggia, neve, grandine), le acque, ruscellando sulla superficie del terreno, incontrano fratture, cavità, porosità in genere, nelle quali possono infilarsi e scorrere anche molto in profondità, formando depositi di acque sotterranee ferme o in movimento a seconda della permeabilità e giacitura degli strati del terreno e della conformazione geometrica degli strati impermeabili confinanti la falda stessa.

L’attività analitica è finalizzata alla caratterizzazione dell’acqua ai fini della potabilità o per altri fini come l’irrigazione, l’uso industriale o altro.

ACQUA DI PISCINA

L’ acqua per uso natatorio è regolamentata dal “Repertorio Atti n. 1605 del 16 gennaio 2003”- CONFERENZA STATO REGIONI SEDUTA DEL 16 gennaio 2003 che definisce “piscina” un complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per attività ricreative, formative, sportive e terapeutiche esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi. Gli impianti di cui all’art.2 possono essere alimentati con acqua dolce (superficiale o sotterranea) acqua marina e acqua termale. Gli impianti alimentati con acque termali e marine saranno disciplinati con appositi provvedimenti regionali.

ACQUA DI PROCESSO

In tutti i processi industriali l’’acqua è determinante per la qualità del prodotto finito, e chi produce carta, acciaio o prodotti petroliferi, dedica attenzione e risorse per prevenire i problemi correlati all’’uso dell’acqua, ma anche nell’’industria alimentare, tessile, conciaria, metal meccanica, della materie plastiche etc. è fondamentale conoscere le caratteristiche dell’’acqua usata e come queste possono cambiare nel processo specifico (sottoposta a variabili quali ad es. la temperatura: acqua nei generatori di vapore).

Il campionamento può essere effettuato dal personale Hygeia, o direttamente dal committente seguendo le opportune modalità di campionamento.

ACQUE REFLUE

Il Decreto Legislativo 152/06, aggiornato con la Direttiva UE 2024/3019 e si integra con normative nazionali e locali come il D. Lgs 102/2025. Il D.Lgs 152/06 determina le modalità di trattamento delle acque reflue. Per “acque reflue” si intendono tutte le acque di scarto provenienti sia da insediamenti domestici, che di tipo industriale. Vengono comunemente suddivise in:

  • Acque reflue domestiche (“provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche” , Art. 74)
  • Acque reflue industriali (“provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche“, Art. 74)
  • Acque reflue urbane (“il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato” Art. 74).

Nei laboratori Hygeia è possibile far analizzare i campioni di acqua reflua sia con saggi chimici che con saggi microbiologici.

Conoscere i propri terreni è indispensabile per raggiungere i più alti obiettivi di resa, qualità e redditività. Le piante che coltiviamo posseggono straordinarie potenzialità produttive e qualitative: dobbiamo imparare a soddisfare completamente i loro fabbisogni nutrizionali, senza sprechi di concime, evitando inquinamento e con costi sostenibili.

Per tale motivo Hygeia ha introdotto nel proprio laboratorio una linea di ricerca rivolta alle aziende del settore agricolo valutando i più importanti parametri chimico-fisici, indicatori del corretto sviluppo delle colture agrarie e forestali, utili sia per stabilire specifici piani di concimazione in caso di carenza di macronutrienti che per verificare l’idoneità dei suoli ad una determinata specie colturale.

La sicurezza alimentare è l'accesso di ogni persona a cibo sufficiente, sicuro e nutriente garantito attraverso la gestione dei rischi nella filiera produttiva e distributiva, l'applicazione del sistema HACCP e il rispetto di normative come quelle dell'Unione Europea. Include aspetti sia qualitativi, come l'igiene e la prevenzione di pericoli chimici, biologici e fisici, sia economici e sociali, come la disponibilità e la stabilità dell'approvvigionamento.

La sicurezza alimentare è garantita da un sistema preventivo e sistematico per individuare i pericoli nella produzione alimentare, definendo i punti critici di controllo e le misure per gestirli, come il mantenimento della catena del freddo e l'igiene.

I rischi alimentari sono associati, a seconda della natura, a contaminazioni chimiche, biologiche e fisiche.

L'analisi chimica degli alimenti serve a garantire la sicurezza, la qualità e la conformità normativa dei prodotti alimentari, verificandone la composizione nutrizionale, l'assenza di contaminanti e la veridicità delle informazioni riportate. Attraverso diverse tecniche, si determinano i macronutrienti (grassi, proteine, carboidrati), le vitamine, le fibre, ma anche i contaminanti come pesticidi, metalli pesanti e micotossine, prevenendo rischi per la salute dei consumatori.

La microbiologia alimentare è la branca della biologia che studia i microrganismi: batteri, funghi, lieviti che possono essere presenti nelle derrate alimentari. La presenza dei microrganismi negli alimenti in generale dipende da contaminazioni che possono essere causate dall’ambiente, dall’uomo o da strumenti utili per la preparazione o manipolazione. In alcuni casi invece, particolari microrganismi vengono addizionati alle derrate alimentari a scopo di conservarle oppure, come nel caso della probiotica, per dare all’alimento caratteristiche specifiche. Le procedure di campionamento devono assicurare che il campione sia rappresentativo della partita dell’alimento. L’esperienza di HYGEIA nell’ambito del controllo analitico di prodotti alimentari si traduce nella messa a punto e validazione di metodiche analitiche specifiche per le differenti matrici alimentari. Tecniche e procedure analitiche validate in modo specifico sulle matrici analizzabili e protocolli di preparazione campione volti a ridurre la variabilità del dato analitico, garantiscono la produzione di dati analitici accurati e ripetibili. Le tecniche analitiche applicate da HYGEIA comprendono una vasta gamma di metodiche che vanno da quelle interne, a quelle ufficiali come ISO, AFNOR, BAM, USDA ecc.

L’ambiente confinato può ospitare microrganismi potenzialmente pericolosi per l’uomo che possono causare patologie di tipo allergico ed infettivo.

L’inquinamento indoor interessa ambienti confinati strettamente domestici, ambienti di lavoro industriale e non industriale (uffici, banche…), di uso collettivo quali scuole, ospedali, caserme,  mezzi di trasporto (treni, autobus…).

In ambienti di lavoro non industriale non è raro trovare batteri potenzialmente patogeni quali Staphylococcus aures, Pseudomonas spp, Acinetobacter calcoaceticus, miceli del genere Alternaria, Cladosporium, Aspergillus, Penicillium, Candida, ed acari.

Spesso nelle abitazioni di pazienti affetti da allergopatie respiratorie si riscontrano acari e spore fungine, a conferma della correlazione tra qualità dell’aria e soggetto allergico.

L’aria dei locali industriali non sterilizzati contiene mediamente qualche centinaio di microrganismi per metro cubo.

Il controllo si ottiene per aspirazione di volumi unitari d’aria con un campionatore e successivo conteggio dei microrganismi cresciuti nel terreno in cui il flusso d’aria è stato convogliato.

L'inquinamento atmosferico causato dai trasporti, dalla produzione di energia, da fonti industriali e domestiche può cambiare la composizione dell'aria outdoor. Utilizzando una tecnologia all'avanguardia, siamo in grado misurare la concentrazione di inquinanti nell'aria outdoor circostante.

Le procedure analitiche validate in modo specifico sulle matrici analizzabili e protocolli di preparazione campione volti a ridurre la variabilità del dato analitico, garantiscono la produzione di dati analitici accurati e ripetibili.

Le tecniche analitiche per l’analisi microbiologica e chimica applicate da HYGEIA comprendono una vasta gamma di metodiche che vanno da quelle interne, a quelle ufficiali come ISO, AFNOR, BAM, USDA ecc.

Per l’analisi chimica dei contaminanti ambientali il Laboratorio si avvale di strumentazione all’avanguardia e perfomante.

I prodotti cosmetici sono sostanze o miscele destinate all'applicazione sulle superfici esterne del corpo o sui denti e le mucose, con lo scopo di pulirli, profumarli, migliorarne l'aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.

Le più importanti società del settore cosmetico sono sempre più sensibili al tema del controllo di qualità durante l’intero processo di produzione, a partire dalla fase iniziale di progettazione fino all’immissione del prodotto sul mercato.

Hygeia fornisce una vasta gamma di ANALISI che consistono in:

  • ANALISI CHIMICHE SPECIFICHE NELLA VALUTAZIONE DEI COSMETICI (es. titolazione, viscosità, ph, determinazione dei conservanti, metalli pesanti, sostanze aromatizzanti allergeniche, determinazione di coloranti, ftalati, contenuto di floruri, presenza di diossano e dietilenglicole, perossido di benzoile, filtri solari, vitamine, idrocarburi policiclici aromatici, stabilità termica, ecc.)
  • ANALISI MICROBIOLOGICHE (es. challenge test)
  • ANALISI CHIMICHE SPECIFICHE NELLA VALUTAZIONE DEL PACKAGING (es. metalli pesanti nel packaging, compatibilità del prodotto con la confezione)
  • PROVE DI RESISTENZA DEGLI IMBALLAGGI durante il trasporto (es. ISTA test, simulazione delle temperature).

Ma il nostro apporto non termina qui. Potrete contare su un altra serie di servizi: consulenza, verifica fornitori, ispezioni e audit aziendali in Italia e all’estero, controllo del processo di produzione (GMP), prelievo di campioni rappresentativi della produzione, assistenza nella preparazione del dossier cosmetico o della relazione di sicurezza.

Un farmaco (o medicinale) è qualsiasi sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie, o utilizzata per modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, o per stabilire una diagnosi medica. 

Collaborando con alcune aziende che preparano presidi medici chirurgici e chimico-farmaceutiche Hygeia Lab ha acquisito una notevole esperienza nell’’esecuzione di analisi secondo gli standard di qualità richiesti da enti normativi e di controllo quali la Food and Drug Administration e il Ministero della Salute Italiano.

Il Laboratorio opera secondo le Buone pratiche di laboratorio (GLP) e le norme di buonafabbricazione (GMP).

Le principali tipologie di analisi sono rivolte all’analisi delle seguenti matrici:

  • principi attivi farmaceutici, con particolare riferimento all’analisi di sostanze di origine naturale
  • specialità farmaceutiche
  • prodotti di medical device
  • prodotti di erboristeria
  • prodotti per la detergenza
  • ambienti ad atmosfera controllata.

I punti di forza:

  • Consolidata esperienza del personale a lavorare secondo elevati standard di qualità (FDA, GLP, GMP)
  • Strumentazione e metodiche analitiche all’avanguardia per il controllo microbiologico di farmaci sterili e non sterili oltre che per saggi di tipo chimico-fisico.

I fanghi sono i prodotti di scarto degli impianti di trattamento delle acque durante le loro fasi di depurazione e si possono distinguere in:

  1. fanghi primari: fango derivante dal processo di sedimentazione primaria costituiti da sostanza organica fresca che si separa dal liquame grezzo senza aver subito alcun trattamento (fanghi granulosi)
  2. fanghi secondari o biologici: fango derivante dai processi di ossidazione biologica derivanti da filtri percolatori o da fanghi di supero di impianti a fanghi attivi. Sono fanghi fioccosi e hanno una percentuale di solidi più bassa di quella dei fanghi primari
  3. fanghi chimici: fango derivante da processi di chiariflocculazione.

I fanghi devono essere trattati al fine di ridurre al minimo il loro quantitativo di umidità per consentire il loro smaltimento finale senza danni ambientali e con minor costo possibile.

Nei laboratori Hygeia possono essere eseguite tutti i saggi microbiologici e chimici richiesti dalla normativa vigente.

In Italia la defizione normativa è data dall'art. 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 cosiddetto “Testo unico ambientale”, modificata dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive".  Si definisce come rifiuto: «Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi». I rifiuti possono essere classificati in base all'origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali e in base alle loro caratteristiche di pericolosità, in (D.lgs 152/06 art.184 c.1) possono essere classificati in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

Le analisi chimiche di caratterizzazione dei rifiuti sono fondamentali per individuare la presenza di eventuali sostanze pericolose e sono importanti per valutare il rispetto dei limiti di legge imposti dalla normativa vigente per il conferimento in discarica degli stessi.

Per caratterizzazione di un rifiuto si intende quel processo, più complesso della semplice classificazione, effettuato a partire dall’individuazione del codice di riferimento all’interno dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (codice EER); tale processo di caratterizzazione comprende un piano di indagini che parte dalle nozioni pregresse che si hanno sul rifiuto, fino all’interpretazione dei risultati di laboratorio, passando per lo studio di tutto il materiale disponibile (fotografico, formulari identificazione, schede tecniche dei prodotti).

La classificazione precisa dei rifiuti, specialmente per quelli speciali, avviene tramite la Lista Europea dei Rifiuti (LEF). 

La sicurezza degli ambienti di lavoro e di studio rappresenta un obiettivo fondamentale per garantire la salute umana.

Le superfici possono rappresentare una riserva potenziale di elementi nutritivi in grado di supportare e favorire lo sviluppo di una flora microbica diversificata, disseminata non solo per contatto diretto ma soprattutto attraverso l’aria. Il campionamento delle superfici è importante, pertanto, per conoscere il “fallout” microbico ovvero quella componente batterica e fungina presente nel bioaerosol che va a depositarsi, in maniera prevalente soprattutto quando i ricambi d’aria sono scarsi o assenti.

I metodi a disposizione per valutare lo stato igienico delle superfici sostanzialmente possono essere distinti in metodo microbiologicochimico e biochimico tutti basati sul presupposto che una superficie, soprattutto qualora correttamente detersa e disinfettata, non deve possedere elevate quantità di quelle molecole ritenute indicatori di uno scorretto grado igienico. Il metodo microbiologico evidenzia la presenza di microrganismi e ne consente l’identificazione richiedendo almeno 24-48 ore per fornire risultati; i metodi chimico (che non necessita di strumentazione) e biochimico (che prevede l’acquisto di uno strumento per la lettura dei risultati) forniscono risultati in pochi minuti, con possibilità di registrazione e rintracciabilità.

Il metodo microbiologico ha la possibilità di essere applicato con numerose tecniche differenti quali il metodo della spugna, dello “slide” flessibile, delle piastre a contatto (per esempio, Compact Dry, Rodac Weight, Maxi Contact Plate), del tampone (swabs).